Rifugio Alpetto
e locale invernale
Rifugio Alpetto
e locale invernale
Il Rifugio dell'Alpetto è situato nel comune di Oncino in Valle Po a 2268 metri di altitudine, poco distante dall'omonimo lago.
E' stato inaugurato nel 1998 dal CAI di Cavour. Oltre a fornire un ristoro ai camminatori durante le gite in giornata, offre anche 24 posti letto e rappresenta un'ottima base per le escursioni nel gruppo del Monviso. Il Rifugio dell'Alpetto non è solo un luogo di sosta, ma può costituire un'eccellente e storica alternativa al Rifugio Quintino Sella per chi desidera ascendere il Monviso dal lato della Valle Po, immergendosi in un ambiente alpino di grande suggestione.
L'ultima domenica del mese di luglio di ogni anno si tiene la festa del rifugio con musica, balli e un pranzo conviviale.
Per maggiori dettagli ed informazioni relativi al rifugio e prenotare un pasto o un pernottamento, visita il sito ufficiale cliccando sul pulsante sotto:
Inizio dei lavori di costruzione del rifugio
La struttura del rifugio prende forma
Rifornimento materiali da costruzione
Panoramico sul gruppo del Monviso
Festa del Rifugio
Dal 2018, sul fianco sinistro del Rifugio dell'Alpetto, trova posto un nuovo bivacco invernale.
Il progetto per la sua realizzazione ha preso avvio grazie all'ottenimento di un Contributo Regionale nel corso dell'anno 2017. L'iter amministrativo e burocratico, necessario per garantire la piena conformità del progetto, è stato espletato con successo, portando all'effettivo inizio dei lavori nel giugno del 2018. L'intero processo costruttivo si è svolto con eccezionale rapidità ed efficienza, culminando con l'inaugurazione ufficiale della struttura in data 30 settembre 2018.
La struttura, studiata per resistere alle severe condizioni ambientali tipiche dell'alta quota e per minimizzare l'impatto sul contesto montano, è realizzata fondendo elementi prefabbricati in acciaio con elementi in legno di finitura, conferendo al bivacco un'elevata funzionalità termica e un'estetica in armonia con l'ambiente naturale circostante.
Il bivacco è inoltre riscaldato mediante un ingegnoso impianto che recupera il calore generato dalla centralina idroelettrica che produce elettricità anche per il Rifugio, riscaldando l'acqua dell'impianto stesso e garantendo temperature piacevoli dentro il locale per tutto l'anno.
I meriti di una così ben ingegnerizzata costruzione vanno alle due imprese "Lusso" di Piscina, per la realizzazione della struttura metallica prefabbricata, e "Boaglio Costruzioni" di Barge, per l'accurata e professionale messa in opera e l'assemblaggio finale della struttura in quota. Si ringraziano inoltre i soci volontari della sezione per il prezioso contributo ai lavori.
Realizzazione struttura metallica prefabbricata
Lavori di scavo sul fianco sinistro del Rifugio
Posa in opera della struttura metallica
Realizzazione finitura in legno e copertura
Festa di inaugurazione 30 settembre 2018
Rifugio Alpetto e bivacco invernale
Un incontro regale sulla via del Rifugio Alpetto: il Giglio Martagone
Durante la salita verso il Rifugio Alpetto, la montagna sa come ricompensare gli escursionisti più attenti.
Se la fortuna vi assiste e avete un ottimo colpo d’occhio, lungo il sentierio potrete imbattervi in uno dei più vistosi e affascinanti fiori selvatici delle nostre Alpi: il Giglio Martagone (Lilium martagon).
Riconoscerlo è un'emozione unica. Questa pianta erbacea, che può superare il metro d'altezza, fiorisce tra giugno e luglio a seconda dell'altitudine.
La sua particolarità risiede nei delicati fiori rosa-porpora picchiettati di scuro, con i petali elegantemente ripiegati all'indietro e gli stami penduli ben in vista. Una forma così insolita e rigonfia che ricorda i copricapo dei sultani, tanto da essersi guadagnato il soprannome di "Turbante di Turco".
Un tesoro fragile da proteggere: LA RACCOLTA È VIETATA!
Tanto splendido quanto vulnerabile, il Giglio Martagone è una specie protetta a livello nazionale ed è severamente vietato raccoglierlo.
Oltre a subire le minacce della fauna locale (come i cinghiali, ghiotti dei suoi bulbi) e degli insetti, la sua sopravvivenza è messa a rischio dal turismo d'alta quota irresponsabile.
Se avete il privilegio di avvistarlo lungo il cammino, vi invitiamo ad ammirarlo, fotografarlo e lasciarlo lì dove si trova.
Rispettare la sua fragilità significa proteggere la biodiversità del nostro territorio e permettere a chi verrà dopo di voi di vivere la stessa meraviglia.
Fotografia gentilmente concessa da Simona G.
Fotografia gentilmente concessa da Simona G.
Fotografia gentilmente concessa da Simona G.